Due conferimenti possono pesare allo stesso modo e contenere quantità diverse di acqua e olio. Conoscere la differenza prima della molitura aiuterebbe a organizzare il ricevimento e capire la resa. La spettroscopia nel vicino infrarosso, o NIR, offre una strada: illuminare un campione, registrare la luce restituita e collegare lo spettro a un’analisi di riferimento.
Ma leggere uno spettro non significa conoscere la composizione di un conferimento. Occorrono calibrazione, campionamento rappresentativo e verifica su dati diversi da quelli di sviluppo. Il progetto è a TRL 2: prove computazionali con dati pubblici reali e simulazione. Non abbiamo ancora uno spettrometro proprio né un pilota in frantoio.
Cosa vede la luce
Acqua e grassi contribuiscono a bande diverse dell’infrarosso. Superficie, diffusione della luce e condizioni di acquisizione modificano anch’esse il segnale. Un modello può apprendere associazioni utili con il laboratorio senza identificare infallibilmente ogni componente separato.
Va distinto anche il contenuto di olio del frutto dall’olio recuperato in frantoio, che dipende dalla lavorazione. La sostanza secca non è il grasso: comprende altri componenti. Manteniamo separati questi riferimenti.
La camera di maturazione studia l’esterno. Il NIR studia un altro segnale, potenzialmente complementare. Nessuno dei nostri esperimenti dimostra la pigmentazione interna senza tagliare il frutto.
Il resto è per chi ha la chiave
L'impostazione è aperta. I risultati, le figure e l'esame completo li condividiamo con le cooperative, i frantoi e i gruppi di ricerca con cui lavoriamo.
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